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Non riesco a spiegare, scrivere, parlare, mettere ordine perciò: questo è l’elenco di 10 cose che in questi giorni mi hanno fatto da ombrello per la tempesta

1. Questa frase: “Solo chi fa domande sui dettagli ha provato a sentire cosa sente il tuo cuore. I dettagli. I dettagli sono un modo di amare davvero.”

2. Qualche musica sparsa, che il cuore riesce a cogliere meglio della testa

3. Mettere ordine in camera mia, ritrovare vecchie cose, vecchi pensieri, mettere un acchiappasogni blu proprio sopra il letto.

4.Qualche conversazione notturna, iniziata per caso, con qualcuno che come me non va a dormire presto

5. Chi ha sopportato il mio malumore, concentrandosi sui dettagli,

6. il mio naso rosso e un soffione trovato per caso fuori di casa,

7. Un tramonto immortalato con la macchina fotografica sul terrazzo

8. il vento che mi ha soffiato sulla faccia, che mi fa pensare che non accada tutto per caso.

9. Il silenzio che sto provando a fare, nonostante tutto il mio essere si opponga.

10. Il film che ho visto stasera, che ho aspettato tanto dopo aver letto il libro e che non mi ha deluso, sono uscita con qualcosa in più di quando sono entrata (per chi non lo avesse ancora visto “Bianca come il latte, rossa come il sangue)

Per il resto la tempesta non è ancora passata, ma è solo questione di tempo, ci sono domande  a cui devo ancora rispondere, cose che devo ancora chiedere, che devo capire…

“Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza…”

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Anche se non trovi le parole

Provo a descrivere da un po’ le meraviglie viste in questi giorni ma in realtà non le ho condivise come si deve con nessuno, ci sono delle fotografie che non si fanno mai vedere perché viste così non avrebbero lo stesso significato che tu gli dai…ecco più o meno è questa la sensazione, medito nel mio cuore la bellezza che ho osservato, a cui ho partecipato.

Ma cosa mai? 

Prima una vita colorata, fatta di fratelli e sorelle più grandi con il naso rosso, fatta di giochi, abbracci, che mi ha dato modo di respirare..

“Ho sentito di avere il permesso di chiudere gli occhi e aprire le braccia”

Poi, un’altra vista attraverso un vetro d’ospedale, che ha messo in crisi le mie convinzioni, che mi ha portato a rassegnarmi e poi a sperare, a cercare di prendermi cura nel migliore dei modi, a scoprire quanto possa essere concreta e brutale la vita, dura come la roccia, capace di salvare e di salvarsi contro ogni previsione, contro ogni logica. Vita che mi dice di essere “roccia” a mia volta, che mi dice di guardare con occhi diversi…

“Non più ottico ma spacciatore di lenti 

per improvvisare occhi contenti, 

perché le pupille abituate a copiare 

inventino i mondi sui quali guardare.”

 

Ancora incapace di metabolizzare, come previsto non riesco a spiegare…

Intanto, ringrazio!

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Evviva i pazzi che hanno capito cos’è l’amore (Ovvero: “Cose che mi commuovono n.3)

Non servono tante parole, solo un enorme grazie agli amici che ho incontrato oggi.

E poi queste dicono tutto…

” In alcuni non pare che egli sia; alcuni non credono che sia in loro; e forse è apparenza e credenza falsa.

Forse gli uomini aspettano da lui chi sa quali mirabili dimostrazioni e operazioni; e perché con le vedono, o in altri o in sé, giudicano che egli non ci sia.

Ma i segni della sua presenza e gli atti della sua vita sono semplici e umili.

Egli è quello, dunque, che ha paura al buio, perché al buio vede o crede di vedere; quello che alla luce sogna o sembra sognare, ricordando cose non vedute mai; quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle: che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei.

 Egli è quello che piange e ride senza perché, di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione. Egli è quello che nella morte degli esseri amati esce a dire quel particolare puerile che ci fa sciogliere in lacrime, e ci salva. 

Egli è quello che nella gioia pazza pronunzia, senza pensarci, la parola grave che ci frena. Egli rende tollerabile la felicità e la sventura, temperandole d’amaro e di dolce, e facendone due cose ugualmente soavi al ricordo.

Egli fa umano l’amore, perché accarezza esso come sorella.”

(Giovanni Pascoli, Il fanciullino)

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Cose che mi commuovono n.2

“Ora lo vedo:

il momento in cui sai di non essere una storia triste,

sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta.

E senti quella canzone, su quella strada,

insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo,

e in questo momento, te lo giuro,

noi siamo infinito.”

(The parks of being a wallflower)

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