Anche se non trovi le parole

Provo a descrivere da un po’ le meraviglie viste in questi giorni ma in realtà non le ho condivise come si deve con nessuno, ci sono delle fotografie che non si fanno mai vedere perché viste così non avrebbero lo stesso significato che tu gli dai…ecco più o meno è questa la sensazione, medito nel mio cuore la bellezza che ho osservato, a cui ho partecipato.

Ma cosa mai? 

Prima una vita colorata, fatta di fratelli e sorelle più grandi con il naso rosso, fatta di giochi, abbracci, che mi ha dato modo di respirare..

“Ho sentito di avere il permesso di chiudere gli occhi e aprire le braccia”

Poi, un’altra vista attraverso un vetro d’ospedale, che ha messo in crisi le mie convinzioni, che mi ha portato a rassegnarmi e poi a sperare, a cercare di prendermi cura nel migliore dei modi, a scoprire quanto possa essere concreta e brutale la vita, dura come la roccia, capace di salvare e di salvarsi contro ogni previsione, contro ogni logica. Vita che mi dice di essere “roccia” a mia volta, che mi dice di guardare con occhi diversi…

“Non più ottico ma spacciatore di lenti 

per improvvisare occhi contenti, 

perché le pupille abituate a copiare 

inventino i mondi sui quali guardare.”

 

Ancora incapace di metabolizzare, come previsto non riesco a spiegare…

Intanto, ringrazio!

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Evviva i pazzi che hanno capito cos’è l’amore (Ovvero: “Cose che mi commuovono n.3)

Non servono tante parole, solo un enorme grazie agli amici che ho incontrato oggi.

E poi queste dicono tutto…

” In alcuni non pare che egli sia; alcuni non credono che sia in loro; e forse è apparenza e credenza falsa.

Forse gli uomini aspettano da lui chi sa quali mirabili dimostrazioni e operazioni; e perché con le vedono, o in altri o in sé, giudicano che egli non ci sia.

Ma i segni della sua presenza e gli atti della sua vita sono semplici e umili.

Egli è quello, dunque, che ha paura al buio, perché al buio vede o crede di vedere; quello che alla luce sogna o sembra sognare, ricordando cose non vedute mai; quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle: che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei.

 Egli è quello che piange e ride senza perché, di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione. Egli è quello che nella morte degli esseri amati esce a dire quel particolare puerile che ci fa sciogliere in lacrime, e ci salva. 

Egli è quello che nella gioia pazza pronunzia, senza pensarci, la parola grave che ci frena. Egli rende tollerabile la felicità e la sventura, temperandole d’amaro e di dolce, e facendone due cose ugualmente soavi al ricordo.

Egli fa umano l’amore, perché accarezza esso come sorella.”

(Giovanni Pascoli, Il fanciullino)

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Cose che mi commuovono n.2

“Ora lo vedo:

il momento in cui sai di non essere una storia triste,

sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta.

E senti quella canzone, su quella strada,

insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo,

e in questo momento, te lo giuro,

noi siamo infinito.”

(The parks of being a wallflower)

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