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Giornate casuali d’estate.

Prendo la mia macchina fotografica e vado a vedere cosa combinano di fuori i piccoletti.

Li trovo dopo tuffi, giochi e tanto sole. Cotti e felici.

E sono felice anche io con loro, e li faccio diventare i miei modelli per una mezz’oretta. E anche loro diventano fotografi.

Ecco cosa ne è uscito fuori.

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Acqua ossigenata

La perla dice che la felicità non è in ciò che dura un giorno e poi passa, ma si cela là dove non si inciampa nella morte, e se vi s’inciampa è solo per una nuova nascita. E questa trasformazione non si chiama felicità, ma gioia di vivere.

 A.D’Avenia, Cose che nessuno sa

Dove non si inciampa.

Si perché si può pure inciampare, però quell’intreccio di piedi poi deve pur portare qualcosa: una crescita, una nuova consapevolezza, una nuova nascita qualcosa.

Non sono il tipo da inciampare e rimanere a terra.

Se mi sbuccio le ginocchia poi la ferita la devo disinfettare altrimenti non smetterà mai di far male e rimarrà una di quelle cicatrici storiche.

Il tempo non cura le ferite, come dice un mio amico, le manda in cancrena.

(Lo so, è un’immagine un po’ obrobriosa, però rende…)

Oggi, a quest’ora disinfetto le mie ferite:senza vittimismi, senza lacrime.

Ogni relazione è portata avanti da tutte le persone che la compongono, perciò mi prendo la mia bella dose di errori. Andata. Basta pensare, tutti prendono le loro scelte: è ora che anche io prenda le mie.

Mi porto dietro il mio zaino pieno di cose: qualche libro, bei pensieri, ricordi, speranze e mi fermo un attimo a fare il check-in sul mio terrazzo che stasera mi regala un bel cielo stellato.

Per poi ricominciare a camminare aspettando che cada anche il cerotto.

Che tanto luce ne passa, anche se non sembra.

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