Smisurata preghiera

Tutto quello che non riesco a dire ma che per fortuna qualcuno ha detto prima di me. Pillole da prendere per quando non mi trovo, per ricordarmi chi sono.

“Ci sono troppe cose che mi piacciono e mi confondo e mi perdo a correre da una stella cadente all’altra fino allo sfinimento. (…) Non avevo niente da offrire a nessuno tranne la mia confusione.”

(Jack Kerouac, On the road)

Così selvaggia e insaziabile è la vera voglia di viaggiare, lo stimolo di conoscere e di sperimentare nuove cose, che nessuna conoscenza e nessuna esperienza riescono a saziare“.

[Hermann Hesse]

“Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.”

(G.G. Marquez. Cent’anni di solitudine)

E – vi preghiamo – quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale. Di nulla sia detto: “è naturale” in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità, così che nulla valga come cosa immutabile.

(Bertolt Brecht, L’eccezione e la regola, 1930)

“Nella dolcezza dell’amicizia fate che vi siano risate e sentimenti condivisi. Perché è nella rugiada delle piccole cose che il cuore trova il suo mattino e si ristora.” (Gibran)

“La Via prosegue senza fine
Lungi dall’uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
 
Devo inseguirla ad ogni costo
 
Rincorrendola con piedi alati
Sin all’incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.”

(Il signore degli anelli. Libro I cap III)

Io vivo, dunque io spero, è un sillogismo giustissimo.”

(G.Leopardi; Zibaldone 4145)

“Si ha un bel dire, ma il cuore parla al cuore, e la lingua non parla che agli orecchi.”
(S.Francesco di Sales XII,321)

Una persona è forte soltanto quando si regge sulla sua verità, quando parla ed agisce dalle sue convinzioni più profonde. Poi, in qualunque situazione, saprà sempre cosa dire e cosa fare. Potrà cadere, ma non proverà vergogna di se stesso o della sua causa.

[Michail Alexandrovic Bakunin]

“Era la luna nel cortile, un lato
tutto ne illuminava, e discendea
sopra il contiguo lato obliquo un raggio…”

(G.Leopardi-Zibaldone, incipit)

Chi ama cammina perché desidera comunicare con gli altri i misteri e le meraviglie che conosce; è un segno d’amore il muoversi, è un “uscire” da se stessi, è un aprirsi agli altri. Va’ e cammina. Chi ama cammina! (Luciano Mendes)

“Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite” 
(Diario di Etty Hillesum)

“Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi, celeste dote è negli umani” 
(U.Foscolo)

Vorrei saper la musica per esprimere, senz’essere inteso da nessuno tutto questo tumulto di vita che mi gonfia l’anima e il cuore. (L.Pirandello)

La paura ti salva, ti salva sempre.
Ti salva sempre. Anche se bisogna scegliere una volta nella vita, anche solo una, in cui non avere paura.
E tu hai scelto qual è quella volta?
Si. Questa volta.
(This must be the place.)

“Non sono sicuro di nulla se non della Santità degli affetti del Cuore, e della verità dell’Immaginazione. Ciò che l’Immaginazione coglie come Bellezza deve essere verità, che esistesse prima o no, perchè ho delle Passioni la stessa idea che ho dell’Amore: che sono tutte, al massimo della loro intensità, creatrici di Bellezza pura”
(John Keats)

Non ho più paura di nulla, poiché l’amore scaccia la paura. Sono privo della volontà di avere ragione, di giustificarmi screditando gli altri. Per cui non ho più paura.” (Atenagora)

Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (Gv 15,13)

Ognuno è un genio.
Ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.
Albert Einstein

Datevi alla vita, generosamente. Cercate di non chiudervi dentro voi stessi, perché se vivrete con le spalle contro un muro, in un angolo, vi faranno forse meno male ma, alla fine, avrete vissuto malissimo. Dandovi, credendovi, prenderete delle ferite terribili, vi faranno delle cose spaventose, però alla fine sarete stati vivi. Sarete stati feriti, calpestati, uccisi quasi. Avrete fatto anche voi del male, non credete che non ne farete, ma tutto questo è vita. Vivere al risparmio nell’angolo, è una maniera arida di vivere, che vi lascerà dell’amaro in bocca e non vi darà niente. Per ricevere, bisogna dare molto.”

(Giorgio Strehler)

Chiese a Marco Kublai: – Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale futuro ci spingono i venti propizi.
Per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che da lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto.

(I. Calvino, Le città invisibili)

“I guerrieri della luce hanno sempre un bagliore nello sguardo. Essi vivono nel mondo, fanno parte della vita di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza bisaccia e senza sandali. In molte occasioni sono codardi. Non sempre agiscono correttamente. Soffrono per cose inutili, assumono atteggiamenti meschini, e a volte si ritengono incapaci di crescere. Sovente si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo. Non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo. Molte volte trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro vita non ha alcun significato. Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno.”
(Paulo Coelho)

“Io sono vivo e non concludo. La vita non conclude. E non sa di nomi, la vita. Quest’albero, respiro trèmulo di foglie nuove. Sono quest’albero. Albero, nuvola; domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo. 
[…] E l’aria è nuova.” 
(L. Pirandello-Uno, nessuno e centomila.)

“Fate presto e bene” (D.Dolci)

 

 

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