Questi occhi che ancora ringraziano di essere qui.

Tempo fa, facevo un esercizio a teatro: bisognava stendersi a terra, chiudere gli occhi e spostare l’attenzione sul proprio corpo. 

Le dita dei piedi, le caviglie…e poi si cominciava a salire.

Le ginocchia, il bacino, il petto.

Le mani che con gli occhi chiusi sembrano enormi, le braccia, le spalle.

Questo durava sempre più di quanto era previsto. Ed io per la verità non ne capivo troppo il senso.

Il mento, le labbra, il naso, gli occhi.

Oggi a distanza di qualche anno ne sento il bisogno, prendermi tempo per concentrarmi ad occhi chiusi sul mio “elementare” essere. Senza restrizioni. Capire a cosa sono chiamata senza fretta, senza per forza dover prendere subito una strada. Voglio osservare, sperimentare, ascoltare.

Si da troppa importanza e poco cuore a certe scelte.

Non sono creata per andare di fretta, purtroppo o per fortuna.

“Il mio tutto si ostina a cercare una via” e non smetterà,ho solo bisogno di scoprirmi. 

Buonanotte a chi stasera non vuole proprio andare a dormire. 

 

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