Come fossi in attesa.

Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro: lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione, con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei! 

(Raymond Dufayel-Il favoloso mondo di Amélie)

Perché io ci casco sempre. Mi guardo allo specchio e le mie paure si dividono. Da una parte sono fatte di pezze colorate attaccate una all’altra a formare una coperta avvolgente e sicura, l’altra metà opaca, quasi di vetro ma non trasparente, come fosse in attesa di diventare definitiva.

È sul vetro che voglio spargere i miei colori, disegnare con cura con il blu, il colore dei sogni più nascosti, il rosso delle idee piene di cambiamenti, di amore che spesso restano nascoste per paura, come quella di Amélie. Il giallo della felicità per le cose più piccole, il verde dell’amicizia attenta e premurosa.

I miei colori non sono pensieri campati in aria. Sono concreti, sporcano le mani. Sarebbe ora di dare una forma all’opaco. Trovare qualcosa che resti. Lasciarsi andare e scontrarsi con la vita e magari  macchiare qualcun altro con le mie tempere fresche.

I colori sono matematici, non sbagliano.

P.S. Sì, stasera ho di nuovo passato la serata con Amélie Melina…è stata una bella serata!

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