Sgrammaticatamente.

Abbasso la musica per far spazio al cuore che urla.

Rita Levi Montalcini scriveva: “La scelta di un giovane dipende dalla sua inclinazione, ma anche dalla fortuna di incontrare un grande maestro.”

è come quando ci si innamora. C’è una forza più grande che spinge a crescere, una regola non scritta, un patto non detto ad alta voce. In questi due giorni mi sono resa conto dei grandi maestri che ho avuto al mio fianco in questi cinque anni: i miei compagni per primi.

Sì perché, inutile prendersi in giro, non con tutti è la stessa cosa, non c’è lo stesso rapporto, le stesse amicizie, però  ognuno di loro ha lavorato su di me: mi ha costretto a guardare le cose da un’altra prospettiva. mi ha costretto a “plasmarmi” e ad amare, anche quando proprio non ne trovavo il modo.

E poi forse più grande maestro è stato chi mi ha permesso di amare quello che facevo, e chi mi ha fatto credere di nuovo che il mio ESISTERE fosse importante primariamente per me e poi anche per gli altri. Non tutti gli insegnanti sono maestri, ma ho avuto la fortuna di avere accanto  soprattutto quest’ anno persone che hanno portato VITA. Vita che in me adesso sgorga a fiumi.

Probabilmente solo 10 mesi fa non avrei mai creduto di poter scrivere di tutte quelle sensazioni che si provano in una scuola: di quelle lezioni che ti cambiano per sempre, che ti distruggono convinzioni e certezze, di quei professori a cui brillano gli occhi quando parlano della loro materia e di quelli a cui gli occhi non brillano più. Dell’odore che si respira che (anche se ho sempre voluto negarlo!) è odore di casa. Nulla può succedere, niente può farti del male.

Perciò grazie ai miei compagni per esser stati “casa”. Grazie ai miei prof. per essere stati l’accendino della mia lanterna, che fa poca luce, ma abbastanza per vedersi attorno anche grazie a loro. Grazie per esser stati parte delle scelte che ora mi condurranno.

Spero di mantenervi e ritrovarvi sulla mia strada, man mano che passerà il tempo.

Per chi invece si appresta ad iniziare questo percorso, un consiglio:

Arriverà il momento in cui ognuno di voi penserà: “non vedo l’ora di andarmene!” e puntualmente accanto a voi ci sarà qualcuno che dirà: “Smettila! Vedrai poi…”

è inutile combattere. In quel “Vedrai poi…” c’è tutto il senso della Fisica….ehm…di ogni crescita.

La mia, la vostra.

P.S. Non so se qualcuno lo sa ma ho un amica che vorrebbe fare la scrittrice, per ora scrive sui muri e sulle lavagne…ma arriverà alla carta, quella stampata e rilegata: vedrete! Questa è opera sua.

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One thought on “Sgrammaticatamente.

  1. Troppe sarebbero le cose che vorrei dirti dopo aver letto…troppe per scriverle qui. Due però le scrivo: è una emozione fortissima ritrovare in ciò che scrivi così tanto di me stesso, è come vedere nero su bianco tanti dei significati, anche intimi e segreti, dell’essere padre e figlia; l’altra è solo…TI VOGLIO UN BENE IMMENSO!!!! Papà.

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