Come un ponte su acque agitate.

Stasera più che di un post, avevo voglia di una preghiera ma come capita spesso ultimamente, non sapevo proprio da dove cominciare.
Allora quasi per caso mi è capitata nelle playlist questa canzone di Simon & Garfunkel, (anche se posto la versione di Elisa) ed ora leggendo la traduzione ho trovato la preghiera che cercavo.
Poter essere un ponte su acque agitate, un ponte come quello di cui parla Marco Polo al Gran Khan nelle città invisibili di Calvino, formato da tante pietre che si sorreggono l’un l’altra. Solido, ma che a volte si lasci bagnare e accarezzare dalle acque impetuose che lo attraversano, tanto per non annoiarsi.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
“Ma qual è la pietra che sostiene il ponte?” – chiede Kublai Kan.
“Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco – ma dalla linea dell’arco che esse formano.” Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge:
“Perché mi parli delle pietre? E’ solo dell’arco che m’importa.”
Polo risponde: “Senza pietre non c’è arco.”

P.s. La mia preghiera è anche per la mia amica Valeria che sicuramente starà ancora studiando e che a quest’ora prima di andare a letto (se ci riesce) deve andare a leggersi la traduzione come fosse una lettera scritta da me.

Passo e chiudo. 😉

 

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One thought on “Come un ponte su acque agitate.

  1. Magnifico, tesoro mio! E mi fa tanto piacere che per esprimere te stessa tu abbia scelto questa canzone che ha significato tanto anche per me! Un bacio enorme! Papà

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