Tutto in quel sussurro…

Cerco di fare silenzio. Anche se in questi giorni è un po’ difficile. Pranzi, feste, giochi, mangia di qua, mangia di la. L’unico momento per fare silenzio è quando si ha la bocca piena.

Comunque, siccome tentar non nuoce…provo ugualmente.

Ho da sempre avuto la convinzione che il silenzio sia una delle forme più potenti dell’agire di Dio nell’uomo. è solo quando faccio silenzio che sento i rumori più piccoli a cui nel trambusto delle giornate proprio non faccio caso, è solo quando faccio silenzio che permetto al cuore di fare spazio per nuove persone, esperienze, parole, è solo quando faccio silenzio che riesco a sentire il Signore in un sussurro.

Ma soprattutto…è solo quando faccio silenzio che ASCOLTO!

Questi giorni sono stati per me palestra di esercizio: cercare di chiudere occhi, bocca, di fermare le mani e i piedi, i pensieri ed ascoltare: perdersi nelle parole e nei pensieri di qualcun’ altro per tornare solo dopo ai miei e modellarli di conseguenza. è un lavoro molto faticoso, il più delle volte tendo a parlare e basta, un po’ per paura delle risposte che potrei avere da chi mi sta di fronte, un po’ perché effettivamente ascoltare comporta un attenzione che non sempre riesco a mantenere.

Ma le cose senza questo piccolo particolare…proprio non funzionano.

Pensate ai discepoli. Loro SCELGONO di passare la loro vita ad ASCOLTARE per poi mettere in pratica. In soldoni (molto in soldoni) si tratta di questo.

La ricompensa però….merita davvero tutto quel silenzio!

Riescono a sentire quell’amore che fa smuovere le montagne, quella felicità che permette di lasciare tutto per seguire un unico uomo, quel desiderio di sapere, quella fame di strada che li caratterizza. E di conseguenza riescono a farsi ascoltare, riescono a loro volta a smuovere montagne a sradicare alberi solo con la potenza delle loro parole. Riescono a far scoprire quell’amore, quella felicità a chi si trovano di fronte nel loro cammino. Fino ad oggi. Certo il cammino non sarà stato tutto rose e fiori, pensiamo a Pietro, che non è proprio l’ultimo arrivato, arriva ad un momento in cui proprio le cose non gli vanno più bene, non gli piace proprio quel Gesù che si sta facendo crocifiggere e allora lo rinnega. Ma Gesù lo guarda e il gallo canta, Pietro ancora una volta ASCOLTA e capisce. E Gesù lo ama…comunque, costantemente.

Allora nonostante tutta la fatica, la voglia di alzare la voce, di dire NO NON è COSì, HO RAGIONE IO, il desiderio di affermarsi con le parole, credo che valga la pena stare un po’ in silenzio e lasciarsi guidare da quel sussurro, che non sbaglia mai. Per arricchirsi, per prendere qualcosa dagli altri, per essere amati, per crescere e per trovare quell’umiltà che è indispensabile per camminare.

E poi…

Se la ricompensa è quello sguardo…

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