Come un ponte su acque agitate.

24 May

Stasera più che di un post, avevo voglia di una preghiera ma come capita spesso ultimamente, non sapevo proprio da dove cominciare.
Allora quasi per caso mi è capitata nelle playlist questa canzone di Simon & Garfunkel, (anche se posto la versione di Elisa) ed ora leggendo la traduzione ho trovato la preghiera che cercavo.
Poter essere un ponte su acque agitate, un ponte come quello di cui parla Marco Polo al Gran Khan nelle città invisibili di Calvino, formato da tante pietre che si sorreggono l’un l’altra. Solido, ma che a volte si lasci bagnare e accarezzare dalle acque impetuose che lo attraversano, tanto per non annoiarsi.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
“Ma qual è la pietra che sostiene il ponte?” – chiede Kublai Kan.
“Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco – ma dalla linea dell’arco che esse formano.” Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge:
“Perché mi parli delle pietre? E’ solo dell’arco che m’importa.”
Polo risponde: “Senza pietre non c’è arco.”

P.s. La mia preghiera è anche per la mia amica Valeria che sicuramente starà ancora studiando e che a quest’ora prima di andare a letto (se ci riesce) deve andare a leggersi la traduzione come fosse una lettera scritta da me.

Passo e chiudo. ;)

 

A volte condanna, a volte perdona.

22 May

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Il frastuono delle bombe che hanno ucciso Falcone, Borsellino, il sangue di  Don Pino Puglisi, Giuseppe impastato e molti altri in questi giorni è risuonato più volte nella mia testa, nei miei pensieri: i pretesti sono venuti un po’ dai fatti di Brindisi, un po’ dal ventennale della strage di Capaci che ricorre domani…comunque questo non importa.

Bertolt Brecht scriveva:

Di nulla sia detto “è normale” in questo tempo di sangue e disordine, di meditata arbitrarietà, di umanità “disumanata”, nulla deve sembrarvi naturale così che nulla sia ritenuto immutabile”.

Ecco. Non si può affermare come “normale” qualcosa che in realtà non lo è, perché lo si rende immutabile. Non si può essere indifferenti,  non si può vivere senza pensarci, non si può non agire di conseguenza, non si può buttare al secchio il lavoro fatto da Falcone, da Borsellino, non si può buttare in aria la loro paura, la loro determinazione, il coraggio, l’amore. Non si può spegnere la radio, non si può zittire il cervello. NON SI PUO’ STARE IN SILENZIO. Soprattutto se si è giovani, perché, e questo lo sanno tutti: ai giovani gli occhi, le orecchie, la voce funzionano meglio. So che queste parole possono sembrare retoriche, anzi, nella maggior parte dei casi mi rendo conto che lo sono; però a volte bisogna dar retta alle “viscere” (come dice la mia prof. di italiano) e le mie oggi sono profondamente arrabbiate perché vedono che i grandi personaggi hanno ancora bisogno di una giornata “apposta” perché si continui a parlare di loro.

Perciò ammiro chi decide di non stare in silenzio, perché tante volte anche io ci casco.

Per questo ammiro Noemi che entra in Accademia, Raffaele che di mafia vuol parlare alla maturità, Desirèe che ha deciso di parlarne a tutti, Luigi che molte cose me le accenna e basta ma che comunque me le racconta.

Per questo ammiro chi scende in piazza, chi forma i grandi di domani raccontandogli le storie di Giuseppe, Paolo, Pino, Peppino, Francesca e di chi ancora fa camminare sulle sue gambe le grandi idee.

Io non so se in futuro avrò la possibilità di FARE qualcosa (anche se lo spero!), quello che posso fare oggi è raccontare a mia volta a mia sorella che ha già la capacità di indignarsi davanti a quello che non condivide, ai miei amici, ai ragazzi che incontrerò e a quelli che già incontro tutti i giorni quanto li ammiro, quanto avrei voluto conoscere ognuno di loro, quanti pezzi del loro operato contribuiscono a creare la mia identità di cittadina.

Il resto a tempo e luogo. Si spera presto, quanto meno per capire che strada prendere.

p.s. La direzione non risponde di eventuali frasi sconclusionate o senza senso. Il servizio clienti è attivo tutti i giorni dalle trentradodici alle settordici. ;)

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Tic tac. Tic tac.

15 Apr

Tic tac tic tac tic tac tic tac.
E’ tardi e io penso al tempo quando invece dovrei dormire. Domani c’e’ scuola. Sono idee ancora troppo sconnesse per formare qualcosa di compiuto, devo pensarci ancora un po’. Jova aiuta a tradurre in parole:”Questo non e’ un tempo per trovare assoluti, questo non e’ un tempo per tirare su confini.” Non devo lasciarmi scappare nulla. Tic tac tic tac tic tac. C’è ancora tempo…;)

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Piove, finalmente.

7 Apr

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Il sabato santo è sempre brutto tempo. Sembra quasi che anche la natura voglia ricordare. Sabato è il giorno per pensare a quel sacrificio che ieri sera camminando per le vie del mio paese abbiamo ricordato: “dare la vita per i propri amici”. Sono proprio orgogliosa del mio Dio che sceglie il modo più debole per manifestarsi e che in esso fa esplodere tutto il suo amore. Sono orgogliosa di credere in un Dio che fa dell’amicizia il suo valore più grande. Aspetto domani.

“La terra a volte va innaffiata con il pianto ma poi vedrai la pioggia tornerà.”

Sarà la primavera!

23 Mar

‎”Voglio correre per le strade del mondo per scoprire che la mia vita ha senso anche lontano da chi mi ha amato.”

Valeria un paio di mesi di fa mi ha regalato questi pensieri. Oggi sono un po’ miei.

Dopo aver ricevuto un grande amore da chi ci sta intorno, qualcosa che è impossibile restituire completamente, qualcosa che è gratuito e spontaneo, ci è difficile concepire la nostra vita come qualcosa di diverso dal vivere in quell’amore. Si sente una pace che è difficile trovare, una pace che ha delle solide radici. Quando però le cose cominciano a cambiare ci si sente come annullati, come se tutte le viscere fossero composte di quell’amore su cui tanto hai lavorato e sul quale tanto hai costruito.  E tra i milioni di IO diversi, si fa proprio fatica a trovare il proprio, IL MIO IO. è per questo che ho voglia di nuovo: di nuovi posti, di nuovi profumi, nuovi volti, nuovi pensieri, nuovi maestri (che servono sempre): qualcosa che mi aiuti ad esprimere  ”tutto questo tumulto di vita che mi gonfia anima e cuore” come diceva Pirandello. Ho voglia di scoprire quelle persone che da sempre mi hanno tanto ispirato. Voglio fare della mia vita un capolavoro e far capire finalmente a chiunque mi sta intorno quanto dono c’è in tutto questo.Spero a breve di poter prendere il mio zaino in spalla e cominciare a camminare. Essere coraggiosa. Cambiare. Esplorare il mondo, che da quello che dicono deve essere proprio un gran bello spettacolo e a me gli spettacoli sono sempre piaciuti. ;)

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“Però non la sopporto la gente che non sogna…”

21 Feb

Sono milioni durante le mie giornate le volte che mi rimprovero di non scrivere abbastanza: oggi grazie anche un po’ al mio rinnovato rapporto con la tecnologia (il mio nuovo iPod!) finalmente ci riesco. In questi giorni ho avuto modo di pensare al mio futuro (grazie anche alla maturità che incombe) e ai sogni realizzati e non, a quelli lasciati per strada e quelli che si sono pian piano infilati nel mio cuore. I sogni vanno nutriti con l’amore e le esperienze di chi vive e passa sulla mia strada. Sognare da sola non ha senso: pian piano i sogni non condivisi si seccano e bisogna far spazio immediatamente ad altri altrimenti il terreno inaridisce e lasciando passare il tempo non si potrà più piantare nulla. Si rischia di abituarsi talmente tanto a un sogno da non aver più spazio per altro. Spero di non abituarmi mai, di avere sempre spazio per qualcosa di nuovo, di stupirmi dei nuovi sogni che germogliano in me, che siano accettati o meno. E auguro tutto questo anche a chi ora legge il mio delirio delle 21:21.

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“Cosa pensi di fare, da che parte vuoi stare?”

15 Nov

Una persona è forte soltanto quando si regge sulla sua verità, quando parla ed agisce dalle sue convinzioni più profonde. Poi, in qualunque situazione, saprà sempre cosa dire e cosa fare. Potrà cadere, ma non proverà vergogna di se stesso o della sua causa.

[Michail Alexandrovic Bakunin]

Essere “forti” viene troppo spesso confuso con l’essere furbi, precoci, forte è chi supera ogni limite morale,chi non si fa troppi problemi e scrupoli, senza una verità.

Ogni volta che mi capita di scontrarmi con questa realtà mi sento profondamente “inadeguata”, le persone che stimo di più sono assolutamente il contrario di questa concezione del più forte, sono persone che dei loro limiti hanno fatto la loro bellezza, che affondano ogni loro azione nella verità, nelle convinzioni più profonde, nelle cose che amano.

Forte è chi si mette in gioco, chi lavora su se stesso, chi sa accettare anche di non essere in grado in qualcosa, chi fa valere le proprie idee e anche chi ha il coraggio di cambiarle.

Forti sono i personaggi del paradiso di Dante che per la loro verità smuovono il mondo, forti sono i giovani che si rimboccano le maniche e vanno a spalare il fango nella Genova disastrata dall’alluvione e non chiedono niente in cambio, forte è chi lavora in silenzio senza farsi grande per la sua fatica, forte è chi non si piega all’ingiustizia, forte è chi ha saputo amare, chiunque, fino a morire sulla croce per dimostrarlo.

Non chi gioca a fare il ” più figo”!

E io allora, sarò antiquata e scema, ma preferisco questa opzione, preferisco stare in fondo fra quelli “meno fighi” , preferisco fondare ogni mia azione su un preciso progetto e non mettere il cervello nel cassetto, non agire così a caso, tanto per essere considerata forte.

Proprio per l’esempio di queste persone, proprio per l’amore che ricevo. Amore che genera meraviglie, senza vantarsi e senza farsi grande delle sue azioni.

E allora le parole di Bakunin acquistano significato, prendono forma e si traducono in vita, si traducono in coerenza e amore per la propria verità, per la MIA verità.

 

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